mercoledì 23 ottobre 2013

FIUMI DI RAME E CIELI DI PLATINO


Non essendo un sistema solido, la Terra viene modellata dai suoi stessi moti, in particolare dal moto di rotazione. Ruotando su se stessa, si genera una forza verso l'esterno, maggiore all'equatore, che quindi la fa "ingrossare" sul parallelo maggiore e "schiacciare" ai poli. All'equatore la rotazione avviene ad una velocità di 1.668 chilometri orari. Quindi dalla rotazione deriva una forza centrifuga, che è nulla ai poli e massima all'equatore. Questa forza - insieme alla forza di gravità - è responsabile della particolare forma della Terra: schiacciata ai poli, con rigonfiamento in corrispondenza dell'equatore. Allo stesso modo nemmeno si potrebbe dire che la sua superficie sia uniformemente distribuita in base alla massa.

 

Se la Terra non fosse interamente coperta dagli oceani, la superficie delle acque (chiamata "geoide") presenterebbe numerose depressioni dovute alla distribuzione irregolare della materia nella crosta terrestre (depositi di magma, catene montuose, fosse oceaniche, ecc).


La rotazione terrestre oltre a caratterizzare la forma del globo che abbiamo visto è anche responsabile, a causa della rotazione differente tra il nucleo terrestre e gli strati più esterni, della formazione del campo magnetico terrestre esattamente come una dinamo.

Secondo una nuova ricerca dal Regno Unito e gli scienziati svizzeri, il nucleo del nostro pianeta è più complicato di quanto si pensasse, con i livelli che ruotano in direzioni diverse, e tutto può risolvere un mistero della Terra sul campo magnetico che è persistito per più di 300 anni. Il nucleo della Terra è suddiviso in due diversi strati. Al centro il nucleo interno è solido, che è circondata dal nucleo esterno liquido - costituito da una miscela di nichel e ferro. Gli scienziati hanno capito la struttura dei due strati decenni fa, sulla base della monitorazione delle onde sismiche dai terremoti che passano attraverso il pianeta, e hanno anche scoperto che sono le circolazioni del caldo, metallo liquido del nucleo esterno che generano il campo magnetico terrestre.

Il campo magnetico terrestre si presenta assai più debole man mano che si risale verso le alte e medie latitudini verso le regioni polari del pianeta, mentre si presenta decisamente più intenso nelle regioni equatoriali. Proprio questa dicotomia di intensità sembra essere responsabile di un progressivo aumento dell'attività sismica, vulcanica e del manto nevoso. Recentemente si era discusso il fatto che un'aumento della Radiazione Cosmica potesse essere responsabile a causa della persistente bassa attività solare da oltre 190 anni, di un incremento del decadimento radioattivo nelle profondità del mantello.

La reazione di fissione viene provocata da una particella nucleare, tipicamente un neutrone, che colpendo il nucleo pesante ne provoca la scissione in due nuclei più leggeri. Se potessimo in qualche modo misurare la massa del nucleo prima della fissione e quelle dei frammenti prodotti (così vengono tipicamente chiamati i prodotti di fissione generati) si troverebbe che, alla fine della reazione, manca della massa, ossia la somma delle masse dei prodotti è inferiore a quella del nucleo madre.

La quantità di energia derivante dalla perdita di massa è enorme: ogni kg di massa convertito in energia è equivalente all’energia ottenibile bruciando 3 milioni di tonnellate di carbone! In un tipico reattore nucleare comunque solo una piccola frazione di massa è convertita in energia (dell’ordine di qualche percento) Le reazioni di fissione in un reattore vengono dunque innescate e sostenute dal bombardamento di neutroni inizialmente rilasciati nel processo di decadimento radiaoattivo di qualche nucleo e successivamente prodotti nella reazione di fissione stessa. Ora torniamo alla Radiazione Cosmica e leggiamo quanto segue.La Terra è bombardata ogni giorno da una pioggia di particelle (raggi cosmici) di origine extraterrestre: questa radiazione è formata da protoni (86%), He (13%), elettroni (2%), nuclei (1%) e pochissimi raggi. Quando i raggi cosmici arrivano nell’atmosfera urtano contro i nuclei degli atomi dell’aria e li frantumano formando protoni e neutroni, antiprotoni e antineutroni, mesoni.



E' possibile che l'aumento della Radiazione Cosmica, con il declino del flusso del vento solare sarà la causa di un'aumento dei neutroni che raggiungeranno la superficie terrestre che penetrando nella crosta terrestre e raggiungendo il mantello porteranno ad un'aumento del decadimento radioattivo degli elementi radioattivi di questo strato del pianeta, di conseguenza ad una maggiore energia termica.
Allo stesso modo era stato anche osservato come la Radiazione Cosmica potesse essere responsabile di un'aumento delle precipitazioni, di conseguenza, anche della copertura nevosa a causa dell'aggiunta di:
  • 1) protoni di idrogeno che combinandosi con l'ossigeno sarebbero diventati vapore acqueo;  
  • 2) un'aumento dei nuclei di condensazione nell'atmosfera, tramite i quali le particelle di vapore acqueo si aggregherebbero andando a formare le precipitazioni.
Ricordiamo non solo il campo magnetico solare, quando è intenso, contribuisce ad aumentare il flusso di Radiazione Cosmica proveniente dallo spazio esterno, ma anche il campo magnetico terrestre, con la differenza però che le aree nella quale è di minor intensità l'influenza della Radiazione Cosmica, con gli effetti sopra descritti, è maggiore rispetto alle altre aree del pianeta.

Ciclo solare 21: Dal 1976 a 1986; Ciclo Solare 22: Dal 1986 al 1996; Ciclo solare 23: Dal 1996 al 2008; Ciclo Solare 24: Dal 2008 al 2019;


Flusso di Radiazione Cosmica dal 1965 al 2013

Negli ultimi decenni i cicli undecennali del Sole sono andati facendosi sempre meno intensi e con l'attività della nostra stella che è andata a irradiare sempre meno energia e il flusso magnetico del vento solare ha decisamente ridotto la sua intensità, tutto ciò ha comportato ad un'aumento del flusso della Radiazione Cosmica verso il nostro pianeta, accentuando con l'aumento delle precipitazioni e della nuvolosità, oltre che dei fenomeni di vulcanismo, la tendenza al raffreddamento termico dell'atmosfera del pianeta. Al contrario però l'attività sismica e vulcanica alle alte e medie latitudini è andata decisamente accentuandosi.

Guardiamo il vulcanismo sottomarino dell'Artico:
Nel periodo gennaio-settembre 1999 le reti sismiche globali hanno rilevato uno sciame di terremoti corrispondente alla posizione approssimativa di un vulcano sottomarino.
La correlazione tra le posizioni dei luoghi di epicentro del terremoto e la forza riflettente, non tettonica del vulcano occidentale insieme con il carattere vulcanico del record sismico ha fornito la prova che la lava eruttò sulla East Gakkel Ridge da pochi giorni a mesi prima del sondaggio marino del maggio 1999 (Edwards et al., 2001).  

Storiche registrazioni sismiche globali indicano che questo era l'unico sciame sismico rilevato sulla cresta Gakkel in circa 100 anni.

Circa un secolo fa stavamo uscendo dalla Piccola Età del Ghiaccio, tutto ciò sembra evidenziarci che adesso con la decrescita dei cicli solari queste aree prima stabili, grazie ad una maggiore attività solare, con il declino di quest'ultima e un'aumento della Radiazione Cosmica che raggiunge le alte-medie latitudini stiano lentamente tornando in attività con terremoti e potenti eruzioni sottomarine.

"Tra il 1999 e il 2000 da soli, c'era un numero insolitamente grande di terremoti lungo la Gakkel Artico Ridge (una catena vulcanica sotto l'Artico)(oltre 250). Inoltre, due eruzioni sottomarine molto particolari ed estremamente violente, piroclastiche, si sono verificate nella regione centrale di Ridge Gakkel."
 

"Dei terremoti misurati sul Gakkel Artico Ridge tra il 19 marzo 1980 e il 31 dicembre 2010, la maggior parte (94%) erano abbastanza forti da causare il collasso diffuso degli idrati di metano e il rilascio di pennacchi di metano nella colonna d'acqua e nell'atmosfera."

Sembra piuttosto lampante che una maggiore attività sismica e vulcanica sul fondo dell'Oceano Artico quindi sia direttamente da considerarsi responsabile dell'aumento delle emissioni di gas metano e del riscaldamento della superficie oceanica di quest'ultimo. Non dovrebbe sorprendere quindi che ci sia stata un'apparente tendenza di riduzione del ghiaccio marino in quest'area.


Guardiamo invece l'Islanda, in pochi decenni quest'area è stata una delle più interessate da un'aumento su un'area estesa dell'attività vulcanica. Osservate con attenzione la mappa dei vulcani dell'Islanda e si noti l'estensione, in base ai nomi dei centri vulcanici che hanno dato segnali di attività, che comprende questo aumento delle intrusioni magmatiche nella regione.

Kolbeinsey Ridge, nell'ottobre 2012 uno sciame sismico è avvenuto sulla cresta Kolbeinsey, a circa 20 km al largo della costa nord dell'Islanda. Un'eruzione sottomarina a Kolbeinsey Ridge nel 1999 è stata identificata nei sismografi da un sciame sismico a 180 km a N di Grimsey.Quest'eruzione è stata la prima dal 1755;

Tjörnes, si tratta di una serie di aperture di fessure sottomarine che l'ultima eruzione risale al 1868, nel settembre 2012 lo sciame sismico nella zona di frattura di Tjörnes comprendeva centinaia di piccoli e medi terremoti fino a magnitudo intorno a 4, il più grande è un evento di 4,2, numerosi altri sciami di attività sismica hanno continuato a farsi sentire in quella zona fino al mese di agosto 2013;

Theistareykjarbunga, la sua ultima eruzione risale a circa il 750 aC, a causa della frequente attività sismica che ha coinvolto la zona negli ultimi decenni una fitta rete separata di stazioni GPS sono state collocate nel 2006 per la misura continua di migliorare la capacità di calcolo della deformazione della zona e delle faglie. Per il primo anno il GPS in realtà ha funzionato bene. Poi un sollevamento continuo è iniziato sul Theistareykjarbunga con un sollevamento massimo di 30 millimetri all'anno.
Tra i metodi supplementari c'erano gli interferogrammi Envisat che hanno confermato un sollevamento circolare direttamente sotto il Theistareykjarbunga. E' confermata l'inflazione sistema magmatico voluminoso con una profondità di circa 6,5 ​​km verso il basso, che copre una superficie di più di 70 chilometri che lo rendono in uno dei più grandi in Islanda. Tra i metodi supplementari c'erano gli interferogrammi Envisat che hanno confermato un sollevamento circolare direttamente sotto il Theistareykjarbunga. E' confermata l'inflazione sistema magmatico voluminoso con una profondità di circa 6,5 ​​km verso il basso, che copre una superficie di più di 70 chilometri che lo rendono in uno dei più grandi in Islanda.

Krafla, nel corso del 1970 e del 1980, è diventato famoso per le sue eruzioni – con vaste fontane di lava da un sistema di fessure all'interno della caldera Hige. Il Krafla è stato la fonte di molti rifting ed eventi eruttivi durante l'Olocene, di cui due nel tempo storico, durante il 1724-1729, successivamente tornò a eruttare nel periodo 1975-1984 con una serie di potenti 9 eruzioni;

Askjia, è un vulcano che ha eruttato due volte in epoca moderna: una nel 1875 e una nel 1961, tuttavia durante la primavera dello scorso anno 2012 il lago del cratere solitamente ghiacciato si è sciolto prima del previsto, segnale di una maggiore attività geotermica;

Tungnafellsjökull, sono un vulcano e un ghiacciaio in Islanda. Il vulcano ha un'altezza di 1535 metri ed è situato a nord-ovest del più esteso ghiacciaio Vatnajökull, non ha eruttato dall'Olocene, a eccezione di due eruzioni minori nel nord-est della montagna. Questo vulcano tra il 2012 e il 2013 è stato anch'esso soggetto a una crescente attività sismica causata da un'intrusione magmatica all'interno dell'apparato vulcanico. Tra il febbraio 2013 e il marzo di quello stesso anno l'attività sismica sembra essere ulteriormente accelerata;

Bardabunga, gli scienziati islandesi qualche anno fa hanno avvertito di una nuova imminente eruzione vulcanica del compagno dell'Eyjafjallajökull. Il professore di geofisica all'Università dell'Islanda, Pall Einarsson, sostiene che "la zona intorno al vulcano mostra segni di maggiore attività che dà buoni motivi di preoccupazione ". L’ultima eruzione del Bardarbunga fu registrata nel 1910, la quale provocò un pennacchio chilometrico e un’enorme coltre di cenere.

Grimsvotn, il Grímsvötn è un vulcano basaltico che ha la più alta frequenza di eruzioni di tutti i vulcani in Islanda e ha un sistema di fessure con trend sud-ovest-nord-est, il 21 maggio 2011 alle 19:25 UTC, una nuova eruzione è iniziata, con una colonna di cenere alta decine di chilometri e la conseguente cancellazione di 900 voli in Islanda, e nel Regno Unito , Groenlandia, Germania, Irlanda e Norvegia il 22-25 Maggio. Gli studiosi affermano questa sia stata la più forte eruzione del vulcano Grimsvotn degli ultimi cent’anni. In realtà è stata la più forte in 140 anni. La vera sorpresa tuttavia è stata dopo l'eruzione. Dopo la violenta eruzione del maggio 2011 nel 2012 il vulcano ha nuovamente ricominciato a gonfiarsi sotto la pressione di nuovo magma.

Esjufjöll
Il vulcano Esjufjöll subglaciale nella parte SE della calotta glaciale del Vatnajökull, a nord del vulcano Öræfajökull, sembra contenere una caldera centrale. Un'eruzione minore nel 1927 ha prodotto un grande inondazione causata dalla fusione del ghiacciaio, questa è l'unica attività storica conosciuto dal vulcano Esjufjöll. Tra il 2010 e il 2013 tuttavia il vulcano è stato scosso da frequenti sciami di attività sismica.
Ma dal momento che dal 2002 ci sono stati regolari sciami sismici sul vulcano Esjufjöll questo indica che il magma sta spingendo fino al vulcano.

Oraefajokull
Il vulcano Oraefajokull è la montagna più alta in Islanda. Si trova alla fine SE della calotta glaciale del Vatnajökull. L'ultima eruzione risale al 1728. Nel settembre 2011 forti sciami di terremoti hanno cominciato a farsi registrare nella zona catturando l'attenzione degli scienziati che si sono chiesti se fosse in procinto di eruttare. "In un periodo di quattro giorni dal mese prima, 21-24 Agosto 2011, otto terremoti minori sono stati raccolti in cima al cratere del vulcano, il più grande dei quali era di 2.2 sulla scala Richter.

Katla, è un grande vulcano dell'Islanda, importante sia per le sue dimensioni che per l'intensità delle sue eruzioni. È localizzato nel sud del paese al di sotto del ghiacciaio Mýrdalsjökull, la sua ultima eruzione avvenne nel 1918. Un tremore armonico è stato registrato più volte nel corso dei mesi degli anni scorsi e piccoli terremoti sono stati confermati sul vulcano islandese da parte dell'Ufficio Met. Le prime indicazioni mostrano che il Katla stà accumulando energia. Il Katla, che non ha sperimentato una eruzione significativa da 93 anni.



Nel 2011 un'aumento dell'attività geotermica ha causato un'inondazione abbattendo un ponte, fortunatamente non accompagnata da alcuna eruzione.
Fortunatamente non c'è stata nessuna eruzione anche se l'aumentata attività geotermica lascia ben intendere cosa stia succedendo sotto il ghiacciaio che seppellisce il cratere del vulcano.

Helgafell
Nel 1973 l'eruzione di Heimaey è iniziata il 23 gennaio con l'apertura di una frattura lunga 1600 m sul lato est dell'isola, a circa 400 m ad est della periferia della città. Durante le prime ore la lava emessa dall'intero fessura raggiunse le proporzioni di fontane incandescenti di 50-150 m di altezza.
Questo vulcano entrò in eruzione dopo un periodo di silenzio equivalente a 5000 anni.

Reykjanes Ridge
Il vulcano Reykjanes in Islanda SW si trova dove il Mid Atlantic Ridge emerge sulla terraferma.
Si forma una vasta area con molte fessure eruttive, campi di lava, sorgenti termali e pozze di fango.
Uno sciame sismico si è verificato sulla Reykjanes Ridge nel febbraio 2012, 70 km al largo della punta SW dell'Islanda. Sono stati registrati circa 40 terremoti con magnitudo principalmente tra 2 e 3.

Krísuvík
Eruzioni hanno avuto luogo varie volte dopo l'insediamento d'Islanda, tra cui l'eruzione di un grande colata lavica dal cratere Ogmundargigar intorno al 12 ° secolo, probabilmente nel 1188.
L'ultima eruzione del Krsuvik ha avuto luogo durante il 14 ° secolo.
Fino a pochi anni fa anche questo sistema vulcanico sembrava a causa dei frequenti sciami sismici e l'inflazione del suolo a causa del magma, pronto a entrare in eruzione.
Nel contempo è stata osservata un'inflazione del suolo di 10 centimetri a causa della spinta del magma sottostante che successivamente si è lentamente calmata.
Un bel numero di complessi vulcanici per poter dire che si tratti di fenomeni isolati!
Un'altra sorpresa, anche se la maggior parte di chi osservava non ci ha fatto caso, è arrivata quest'estate.


Il vulcano Hofsjökull è il più largo vulcano in Islanda ha una caldera di 11x7 chilometri.
Il vulcano ha avuto prime eruzioni Olocene, con formazione di un vulcano a scudo e fessure basaltiche che si estendono dal ghiacciaio.
La sua ultima eruzione è sconosciuta ma nell'estate del 2013 c'è stata un'inondazione glaciale, causata da un'aumento dell'attività geotermica del vulcano.
Ci sono state segnalazioni di odore di zolfo e acqua insolitamente colorata che usciva dal ghiacciaio del Hofsjökull verso il nord-ovest.

Anche il sistema vulcanico del Kverkfjöll ha manifestato il medesimo tipo di attività, accompagnato addirittura da un'esplosione freatica.




Alcune scosse di terremoto si sono svolte sotto il vulcano, a una profondità che potrebbe indicare il movimento del magma (9,1 km).
L'esplosione freatica è stata anch'essa accompagnata da una minore inondazione glaciale.

La terza inondazione glaciale invece arrivò da un sistema vulcanico a sud del ghiacciaio Vatnajokull, chiamato Skaftá.


Il calderone occidentale che si scarica nel fiume Skaftár era riempito fino all'orlo. Il calderone occidentale normalmente soffre di jokulhlaups più piccoli rispetto al calderone orientale.
Le caldaie sono piccole caldere quando le strutture del sistema vulcanico Loki-Fögrufjöll ed i laghi di ghiaccio sono spinti da una forte attività idrotermale. E' un po' fuori dal comune, ma non senza precedenti, che 3 diversi sistemi vulcanici siano affetti da jokulhlaups allo stesso tempo, ma confrontando i dati sopra citati e questo aumento geotermico in tre differenti aree dell'Islanda, lontane tra loro, si comprende che anche questa zona è soggetta ad una maggiore attività magmatica, proprio a causa dell'aumento del decadimento radioattivo negli strati del mantello, con una maggiore emissione di energia termica.

Anche la Kamchatka è stata soggetta a una forte frequenza dell'attività eruttiva.
L'anno scorso i vulcani Shiveluch, Kizimen e Plosky Talbachek e Bezimianny erano in eruzione in diverse parti della penisola contemporaneamente, causando decine di terremoti locali, con le vibrazioni che accompagnavano le eruzioni dei giganti che continuano ad aumentare.

Il più grande e il più attivo è il Shiveluch, il vulcano più settentrionale della Kamchatka a 3283 metri di altezza, emetteva diverse eruzioni di gas, vapore e cenere, la più elevata delle quali aveva raggiunto i cinquemila metri di altezza. I sensori installati in prossimità del vulcano registravano elevata attività sismica con produzione di gas e anomalie termiche. A soli 45 km dal Shiveluch c'è l'insediamento Klyuchi con 5.000 cittadini. Lo stratovulcano Kizimen di 3900 m di altezza nella Riserva Kronotsky, famosa per la sua Geyser Valley, si trova a circa 265 km dalla città più grande della regione di Petropavlovsk-Kamchatsky. La sua attività sismica era anche di gran lunga superiore al normale.
La colonna di gas e cenere sorgeva a 4.400 m sopra il livello del mare. Il Kizimen si era risvegliato nel 2009 dopo l'ultima grande eruzione nel 1928-29 e da allora la sua attività è solo stata in crescita. Il vulcano Plosky Talbachek di 3.140 m, si era attivato il 27 novembre 2012, circa 36 anni dopo. Plosky Talbachek è stato in eruzioni di lava per mesi, i cui flussi lavici continuano a fuoriuscire ancora in questi ultimi mesi.


Uno dei flussi di lava emessi dal vulcano Plosky Talbachik, ingrandendo la foto si noti i dettagli della dimensione di questo flusso, rispetto alla foresta circostante.

Due aperture sotto il livello del cratere hanno continuato a vomitare flussi di lava che hanno raggiunto i 6 e i 18 km, il fatto che la lava continui a scorrere a distanza di quasi un'anno significa che masse di magma continuano a risalire dalle profondità dell'apparato vulcanico. Le eruzioni vulcaniche non sono una rarità.
Ma una serie di 4 vulcani che eruttano molto vicini l'uno dall'altro, è qualcosa che non si era mai sentito.
Questo è cio' che è capitato nelle settimane di febbraio sulla Penisola della Kamchatka, nell'estremo oriente della Russia.

Quattro diversi vulcani, tutti entro 180 km l'uno dall'altro, erano attivi da novembre 2012.
Nel corso dell'estate 2013, altri due vulcani erano entrati in eruzione: Karymsky e Klyuchevskoy.
Il primo con emissione di una colonna di cenere a 6 chilometri di altezza, mentre il secondo con eruzioni a carattere stromboliano ed emissione di lava. Nell'ottobre 2013 invece due dei vulcani in attività hanno visto aumentare la loro attività, il Klyuchevskoy ha emesso una colonna eruttiva di cenere ad un'altezza di 10 chilometri, accompagnata da emissioni laviche, mentre il Shiveluch ha emesso anch'esso una colonna eruttiva ad un'altezza di 9 chilometri.

Interessati allo stesso fenomeno sono stati direttamente anche gli Stati Uniti, in Alaska quest'estate, a poco meno di distanza l'uno dall'altro il vulcano Veniaminof, il Cleveland e il Pavlof sono entrati in eruzione con moderate eruzioni ed emissioni di lava che si sono prolungate saltuariamente per diversi mesi. Ma nel corso dell'anno 2013 diversi vulcani del continente avevano evidenziato una significativa attività sismica prodotta dai movimenti magmatici. Ad esempio il massiccio Churchill nei Monti Sant'Elia forma il più alto vulcano del Quaternario negli Stati Uniti.

Ha una caldera di 2,7 x 4,2 km di larghezza mentre il vulcano è alto 4766 metri. Il vulcano ora è conosciuto per essere la sorgente della cenere prodotta durante due delle più grandi eruzioni esplosive in Nord America nel corso degli ultimi 2000 anni ( McGimsey et al. 1992). Nel luglio 2013 uno sciame sismico con magnitudo fino a 3,5 è stato che si verificato nella Arc Wrangell a circa 40 km a NE di Monte Churchill. Mentre alcuni pochi dei terremoti erano vicini al vulcano, la maggior parte non lo erano, sebbene la distanza che li separasse non fosse così rilevante. Tuttavia, non esiste un monitoraggio sismico sul vulcano stesso, anche se è potenzialmente un vulcano molto esplosivo.


Un'altro vulcano in California, nell'area di Salton Sea, ha manifestato frequenti sciami di terremoti tra il 2012 e il 2013, gli abitanti nelle zone urbane circostanziali avevano a loro volta segnalato la presenza di odore di uova marce, che tipica delle emissioni di zolfo. Fino a poco tempo fa gli scienziati hanno detto che i fenomeni non riflettono i cambiamenti nella camera di magma sotto il Salton Sea. Ma ora, i ricercatori potrebbero necessariamente rivedere le stime del potenziale pericolo rappresentato dai Buttes Salton - cinque vulcani sulla punta meridionale del lago. L'ultima eruzione avvenne tra il 940 e il 0 aC, non 30.000 anni fa, come si pensava. Nel mese di agosto 2012, l'area di Brawley, che è vicino al Salton Sea è stato colpito da più di 100 terremoti, con il più grande di 5,5 gradi della scala Richter.
"Quando si arriva a questi sciami, è spesso un indicatore di un movimento verso l'alto di magma.
E se il magma viola la superficie, si dispone in un una eruzione vulcanica."
Nel mese di settembre, un odore di uova marce, ha raggiunto Riverside e Los Angeles County.
E 'stato inizialmente imputato al pesce morto a Salton, ma ora gli scienziati pensano che potrebbe essere stato provocato dai gas vulcanici, che sono noti come anidride solforosa e puzza di uova marce.



Altri sciami di terremoti si sono successivamente manifestati nel maggio 2013, nell'area meridionale del sistema vulcanico. Su una superficie di 23x15 km ci sono stati diverse decine di piccole scosse.
Il più forte terremoto di questa portata ha raggiunto 3,5. Le profondità dei terremoti erano per lo meno di 4 km. Alla fine a sud di Salton Sea ci sono sono le Buttes Salton, diversi giovani coni vulcanici che sono potenzialmente attivi.


Lo stesso fenomeno ha continuato a persistere come intensità anche nell'ottobre 2013, con numerose scosse che hanno raggiunto anche una magnitudo di 2.0 della scala Richter. Sembra chiaro che all'interno del sistema vulcanico il magma stia spingendo verso la superficie. Sembra piuttosto chiaro che le alte e medie latitudini siano le maggiori ad essere soggette ad un'aumento dei fenomeni di vulcanismo e attività sismica proprio a causa del fatto che aumentando il flusso di neutroni prodotto dalla Radiazione Cosmica aumenta il flusso di energia termica prodotto dal mantello contribuendo ad una maggiore, se non più intensa attività sismica e a grandi quantità di magma in risalita verso i sistemi vulcanici.



Il Tolbachik ne è un esempio, in quanto da quando la sua attività era assai maggiore tra il 2012 e il 2013 il suo tasso di effusione lavica era un record di 1.200 tonnellate o circa 400 metri cubi di lava basaltica al secondo. Significativamente più grande rispetto alla grande eruzione nel 1975, quando il tasso di effusione è stato di circa 40 m3 / s in media. Questo aumento dell'energia termica sprigionato dal mantello indubbiamente è anche responsabile di un riscaldamento degli strati inferiori della crosta terrestre portando ad un rischio di incendi sotterranei o addirittura al riscaldamento della falde acquifere sotterranee. Se consideriamo che il flusso di neutroni si è mantenuto su livelli particolarmente alti anche nel 2012 e nel 2013 non dovrebbe sorprendere che questo fenomeno sia avvenuto anche in Alaska nel 2012 e in Russia quando nell'aprile 2013 nel mezzo di una cittadina, un geyser di acqua bollente è esploso in un parcheggio.


Il Ranger Pat Sanders, dello Yukon Charley Rivers National Preserve dice che tutto è iniziato il 27 settembre. Un'esplosione è stato sentita, a Eagle, il che è raro quindi naturalmente eravamo interessati ", ha affermato Sanders.

Sanders ha detto che il 10 ottobre, un incendio è stato avvistato a circa 2 chilometri lungo il fiume Tatonduk, conosciuto localmente come Sheep Creek. Il fuoco si è diffuso per circa 15 ettari. "E il 15 ottobre abbiamo avuto la neve, e il fuoco era ancora in corso, anche se sembrava emettere vapore e perdipiù c'era un odore di zolfo", ha affermato Sanders.

Sanders dice che è difficile distinguere dalle immagini nebbiose aeree, ma i crateri sono a profondità di 150 a 200 piedi e dice che vi sono stati significativi crolli da quando l'area è stata osservata la prima volta. Dice l'Hard Luck di Creek si trova nelle vicinanze ad una faglia attiva. Il geologo Marti Miller dell'USGS dice che è più probabile che a bruciare sia petrolio e non un giacimento di carbone ardente.


I residenti di Eagle, Alaska, sono sempre preoccupati per i gas eventualmente tossici che si diffondono in città da un incendio sotterraneo misterioso su una montagna vicina che è rimasto acceso per quasi un anno. Il CBC radio show Airplay ha parlato a lungo con Pat Sanders sul fuoco che brucia sottoterra su una montagna appena fuori Eagle, Alaska. Nessuno sembra sapere esattamente cosa sta bruciando. Gli esperti sospettano che sia o un vulcano a gas o petrolio che brucia in depositi di scisti sotterranei. Qualunque cosa sia, il fuoco ha bruciato su una montagna a distanza, circa 40 chilometri a nord della comunità dallo scorso ottobre almeno.

Quando il vento è giusto, i residenti possono sentire il fetore di fumo nocivo per tutta la città.
Pat Sanders, un ranger che lavora nel Yukon-Charley Rivers National Preserve, ha detto che le misure sono state prese mostrando c'è estremo calore che esce dalle fessure nel terreno. "Ci sono 285 gradi Celsius", ha affermato Sanders. "C'è un sacco di calore coinvolto ed è ancora molto, molto attivo e non sappiamo ciò che sta per fare o fino dove si estenderà, ma abbiamo preso una progressione di immagini tutta da ottobre dello scorso anno e le modifiche nel paesaggio sono solo drammatiche." Le agenzie di protezione ambientale hanno promesso monitor dell'aria per le persone a Eagle. Dicono che i gas di biossido di zolfo, che derivano in città stanno sollevando preoccupazioni per la salute. Questo è il geyser che è esploso in un parcheggio in Russia.

Al momento esatto in cui è avvenuto il fenomeno, sembrerebbe che diversi pezzi di asfalto si siano levati in aria per poi distruggere vetri e tetti delle macchine circostanti. Successivamente, il parcheggio ha subito un pesantissimo allagamento e dal foro è continuato ad uscire un enorme quantità di materiale surriscaldato che si è levato fino a decine e decine di metri, lasciando di stucco i testimoni che si sono divertiti a filmare il fenomeno. Come l'emisfero settentrionale anche quello australe alle medie latitudini ha manifestato un sostanziale incremento dell'attività sismica e vulcanica in particolare l'attenzione sarebbe da concentrarsi sulla Nuova Zelanda e il Sud America.

Esiste un motivo per cui le alte e medie latitudini sono maggiormente soggette all'influsso della Radiazione Cosmica. In queste regioni rispetto al quelle equatoriali il campo magnetico è assai più debole rispetto alla zona equatoriale, ma allo stesso modo la Terra, presentandosi più appiattita ai poli e presentando un rigonfiamento equatoriale, a causa del moto di rotazione centrifuga, presenta lo strato atmosferico con minore spessore rispetto alla zona equatoriale, ed è per questo che sono le aree del pianeta in cui con la decrescita dei cicli undecennali solari e una minore emissione di energia emessa dal sole, si fa la differenza con un maggiore raffreddamento climatico e un maggiore influsso di Radiazione Cosmica che va oltre ad incrementare l'attività sismica e quella vulcanica ad accentuare la quantità di precipitazioni che si accumulano come piogge torrenziali e maggiori nevicate ogni anno.

Con una minore quantità di energia emessa dall'attività solare, alle latitudini medio-polari, l'atmosfera con minore spessore è quella maggiormente soggetta ai freddi siderali dello spazio, rispetto alle latitudini equatoriali che hanno maggiore esposizione alla radiazione solare tutto l'anno.
In tal caso una diminuzione delle emissioni solari è proprio quella che fa la differenza tra i freddi siderali e le temperature dell'atmosfera, in quanto le emissioni UV solari non hanno costanti, ma presentano dei cicli da quelli undecennali a quelli più lunghi in cui crescono e decrescono influendo proprio sulle temperature in queste regioni

Come abbiamo osservato nel grafico soprastante i cicli undecennali sono in decrescita e attualmente ci troviamo davanti al più basso ciclo si attività solare da almeno 190 anni.

La tendenza è che nei prossimi decenni le macchie solari sono destinate a sparire e di conseguenza le temperatura medie del pianeta sono destinate ad abbassarsi ulteriormente, come stanno già facendo in questi anni, la temperatura media di Alaska, Inghilterra, Germania ed Eurasia è scesa e addirittura sul continente euroasiatico si nota la tendenza che la copertura nevosa è andata crescendo in anticipo di anno in anno, riducendo lo scarto tra la stagione calda e quella invernale.


Di seguito, le rilevazioni relative al 16 ottobre 2011, 15 ottobre 2012 e 16 ottobre 2013, dove si può chiaramente notare l’aumento di superficie nevosa e dei ghiacci polari.


Non sono state da meno le temperature nella zona dell'Artico, le quali già adesso, sono le più basse da, vale a dire 10 anni.


 
Temperature che si riflettono sui ghiacci polari la cui estensione ha toccato il record dal 2005.


Dopo la precoce ripresa del ghiaccio marino artico, diverse regioni all'interno del Circolo Polare Artico hanno subito un'impennata della banchisa marina battendo diversi record.  "Si stima che circa 10.000 trichechi sono venuti a terra sulla costa nord-ovest dell'Alaska, il National Marine Fisheries Service ha riportato, quando il ghiaccio del mare di cui gli animali di solito si affidano a riposare continua a sciogliersi a un ritmo allarmante." NY Daily News. Tuttavia, sembra quelli del National Geographic non abbiano avuto l'opportunità di visitare la pagina del North WUWT Ice Sea regionale. Se lo avessero fatto avrebbero notato che quest'anno l'anomalia nel Chukchi Sea Ice Area è stata la più bassa dal 2001;


La Chukchi Sea Ice Extent è attualmente più di 300.000 kmq maggiore rispetto allo scorso anno:




Sembrerebbe che, invece di "un fenomeno insolito che sia a causa della mancanza di ghiaccio marino", questo raduno potrebbe essere dovuto invece all'aumento della Arctic Sea Ice Extent.
Per riferimento, ci sono stati anche aumenti simili anche nel Mare della Siberia orientale.


Mare Laptev;

Mar di Kara;

Mare di Beaufort;
Arcipelago canadese

Anche interessante è che, oltre al mare di Chukchi, diverse regioni polari settentrionali hanno visto le loro numerose anomalie dell'estensione del ghiaccio marino negli ultimi dieci anni oltre al Mare della Siberia orientale;
 
Da notare anche che anche la temperatura dello stato dell'Alaska non manifesta alcuna tendenza al riscaldamento, ma anzi lo stato si sta facendo sempre più freddo.



Nel primo decennio dal 2000, il 49 ° stato si è raffreddato 2,4 gradi Fahrenheit.
Questo è un "valore elevato per un decennio", il Centro di ricerca sul clima dell'Alaska presso l'Università di Fairbanks in Alaska ha detto in "Il primo decennio del nuovo secolo: una tendenza di raffreddamento per la maggior parte dell'Alaska." Il raffreddamento è molto diffuso - a conferma del vero per le 19 delle 20 stazioni del National Weather Service cosparse da un angolo dell'Alaska alle altro, le note su carta. E' più importante nella parte occidentale Alaska, dove King Salmon sulla penisola di Alaska ha visto le temperature scendere più rapidamente, un significativo 4,5 gradi per decennio, dice il rapporto.

Nemmeno l'Alaska manifesta alcuna tendenza al riscaldamento!
La medesima tendenza al raffreddamento si sta manifestando chiaramente anche nelle Isole Britanniche, le quali si trovano in guai piuttosto seri dal punto di vista energetico a causa degli eccessivi finanziamenti rivolti al settore energetico delle energie rinnovabili quali eolico e fotovoltaico, rivelatosi in seguito uno dei peggiori fallimenti energetici. “Vivete nell’Emisfero Nord? Ve l’hanno detto che nel bel mezzo del record del livello di CO2, HadCRUT4 (il dataset del Met Office britannico) mostra un massiccio calo delle temperature invernali?

Sotto potete trovare un grafico di temperature HadCRUT4 dell’Emisfero Nord riferito ad ogni mese degli ultimi 7 anni.

Sapevate che dicembre si sta raffreddando di o.9°C ogni decennio? E che entro il 2100 sarà 8°C più freddo?
Sapevate che gennaio si sta raffreddando di o.73°C ogni decennio?
Sapevate che marzo si sta raffreddando di o.56°C ogni decennio?
Sapevate che febbraio si sta raffreddando di o.19°C ogni decennio?
Sapevate che novembre si sta raffreddando di o.2°C ogni decennio?
Sapevate che ottobre si sta raffreddando di o.17°C ogni decennio?
Sapevate che aprile si sta raffreddando di o.17°C ogni decennio?“


 
Nonostante le politiche volte a contrastare le emissioni di anidride carbonica nemmeno la Gran Bretagna manifesta alcuna tendenza al riscaldamento, ma anche qui le temperature stanno scendendo!

Gli stessi fenomeni stanno interessando il continente antartico.

Nel 2013 abbiamo avuto la terza più estesa area del ghiaccio marino nell'emisfero sud misurata fino ad oggi;


Con grande sorpresa invece area di estensione del ghiaccio marino su scala globale si è mantenuta sopra la media per tutto l'anno 2013.



Certamente non si potrebbe dire che questo sia un pianeta che si sta riscaldando.

Epilogo
Se osservassimo la Terra dallo spazio, in cui il tempo misurato in anni o in mesi non esiste, scopriremmo che nei momento in cui il Sole, essendo una stella variabile si fa meno luminoso, le Piccole Età del Ghiaccio, si assisterebbe ad un'aumento dello strato nuvoloso nell'atmosfera, la copertura nevosa di Eurasia e Nord America comincerebbe ad avanzare con scarti di tempo sempre più anticipati, mentre la stagione calda diventerebbe decisamente più corta, in contemporanea con questi movimenti osservando il Sud America, gli Stati Uniti, l'Italia, il Giappone, l'Islanda e la Kamchatka si osserverebbero delle colonne di cenere sollevarsi nell'atmosfera e appiattirsi in prossimità della tropopausa allargandosi lateralmente per poi disperdersi in un raggio di centinaia o addirittura migliaia di chilometri disperdendo quantità di solfati che renderebbero l'atmosfera del pianeta dallo spazio più color platino riflettendo maggiormente la luce del Sole, già ridotta magari in un Minimo di Maunder; nel frattempo in cui altri fiumi color rame solcano la superficie delle Hawaii o della Sicilia o anche della Kamchatka, sollevando grandi colonne di vapore, riscaldando vaste porzioni di oceano, si osserverebbe i ghiacci marini dell'Antartide avanzare a livelli sempre più estesi, mentre quelli delle ragioni Artiche andrebbero riducendosi, seppur entro certi limiti, o addirittura raggiungendo i livelli del 2007, viceversa il fenomeno si alternerebbe con una crescita dei ghiacci marini artici inglobando l'Islanda mentre quelli antartici avrebbero solo un minimo di differenza.

Alcuni di questi fiumi color rame si estinguerebbero lentamente in pochi mesi o anni emettendo colonne di fumo o vapore, mentre altri se ne riattiverebbero in altre parti del mondo come in Islanda oppure in Nuova Zelanda.

Nel frattempo gravi epidemie di Peste o Colera avrebbero decimato le popolazioni asiatiche o europee mentre in altre regioni altre popolazioni, come quelle africane, avrebbero assistito ad un boom delle nascite e alla nascita delle prime grandi città equatoriali africane, basandosi sullo sfruttamento di giacimenti petroliferi, l'energia nucleare e gli impianti fotovoltaici.

Un'azione della durata di diversi secoli accompagnata da altre azioni minori che la compongono, il tempo normalmente viene misurato su scala umana, ma osservando da una prospettiva più grande ci si accorge che in realtà alcune azioni naturali impiegano lentamente addirittura nell'arco di secoli per compiersi.

La razza umana invece, abituata ai fenomeni dal oggi al domani, resterà sempre delusa aspettandosi simili cambiamenti come quello appena descritto su una così scala ridotta.


Fonti:
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http://wattsupwiththat.com/2013/10/06/global-sea-ice-overview-walrus-gathering-and-northern-regional-sea-ice-retrospective/
http://www.alaskadispatch.com/article/forget-global-warming-alaska-headed-ice-age
http://wattsupwiththat.com/2013/10/20/antarctic-sea-ice-didnt-get-the-memo-that-it-was-supposed-to-melt/

http://fetonte.blogspot.it/2013/10/fiumi-di-rame-e-cieli-di-platino.html

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