venerdì 31 luglio 2015

La Felicità, il Bambino e l'Uomo che Vive a Testa in Giù


Vorrei iniziare raccontandovi una barzelletta:
"Il mio medico ha insistito perché venissi da lei" spiegò il paziente allo psichiatra "e solo Dio sa perché: sono felicemente sposato, ho un lavoro sicuro e guadagno molto bene, ho parecchi amici e non ho alcuna preoccupazione...".
"Capisco benissimo" mormorò lo psichiatra, prendendo in mano il suo blocco di appunti " e mi dica: da quanto tempo ha questi sintomi?".
La felicità è qualcosa di incredibile. Sembra che l'uomo non possa essere felice. 

Se parli della tua depressione, di tristezza, di infelicità, tutti ci credono, sembra una cosa naturale. Se parli della tua felicità, nessuno ci crede: sembra innaturale.

Qualcosa, allora, da qualche parte, non ha funzionato.

Ma io penso una cosa: io penso che l'uomo possa essere felice, più felice degli uccelli, più felice degli alberi e delle stelle, perché l'essere umano ha qualcosa che nessun albero, nessun uccello, nessuna stella possiede: la consapevolezza!

Ma nel momento in cui si possiede la consapevolezza ecco che sono possibili due alternative: si può essere infelici, oppure si può essere felici. In ogni caso è una tua scelta!

Gli uccelli che cinguettano sugli alberi sono felici non perché l'abbiano scelto; lo sono semplicemente perché non conoscono un altro modo di essere. La loro felicità è inconscia. E' semplicemente naturale.

L'essere umano può essere incredibilmente felice, e incredibilmente infelice, ed è libero di scegliere. 

Questa libertà è rischiosa: questa libertà è incredibilmente pericolosa, perché tu diventi responsabile. Ebbene, qualcosa è accaduto, rispetto a questa libertà, qualcosa è andato storto: in un certo senso, l'uomo vive a testa in giù!

Esiste un'infinità di religioni solo perché un'infinità di persone non è felice. Un uomo felice non ha bisogno di alcuna religione; un uomo felice non ha bisogno di alcun tempio, né di chiese: per lui, l'intero universo è un tempio, l'intera esistenza è una chiesa. 

La persona felice non compie alcun rituale religioso, poiché tutta la sua vita è religiosa.

La felicità accade quando calzi perfettamente la tua vita, quando ti immergi nel momento in maniera così armoniosa che qualsiasi cosa tu faccia è una gioia.

Se ami il lavoro che fai, se ami il modo in cui vivi, sei meditativo; in questo caso nulla ti distrae. Quando le cose ti distraggono è un semplice segno che non sei interessato a ciò che fai.

L'insegnante continua a ripetere ai bambini: "State attenti a ciò che dico! State attenti!" e i bambini sono attenti, ma loro attenzione è altrove: un cuculo lancia il suo richiamo fuori dall'edificio scolastico, e il bambino è attento. 

Nessuno può dire che non sia attento, che non sia immerso in una profonda concentrazione, che non sia meditativo. lo è! In realtà, ha scordato completamente l'insegnante e i calcoli aritmetici scritti sulla lavagna; ne è completamente dimentico. E' totalmente preda del cuculo, è ammaliato dal suo canto. E l'insegnante dice: "Stai attento! 
Cosa stai facendo? Non distrarti!".

In realtà è l'insegnante che lo sta distraendo. Il bambino è attento, e ciò accade naturalmente. Ascoltando il cuculo, è felice. L'insegnante lo sta distraendo e dice "Non sei attento". E' una bugia! Il bambino era attento: il cuculo era più attraente di lui, cosa ci poteva fare? L'insegnante non attraeva altrettanto intensamente, l'aritmetica non era altrettanto attraente.

Ci saranno alcuni bambini che saranno interessati alla matematica e non avranno alcun interesse per il cuculo. In quel caso, l'aritmetica fa per loro; in quel caso vengono a trovarsi in uno stato di meditazione naturale connesso alla matematica.

Ma noi siamo stati distratti in funzioni di motivazioni innaturali: denaro, prestigio, potere. Ascoltare un cuculo non ti darà soldi, non ti darà potere o prestigio. Osservare una farfalla non ti aiuterà economicamente, politicamente, socialmente. Queste cose non ripagano, eppure ti rendono incredibilmente felice.

Una persona autentica si muove coraggiosamente verso le cose la rendono felice. Se rimarrà povera, non importa; non si lamenterà e non avrà rimpianti. Dirà: "Ho scelto la mia strada, ho scelto il cuculo e la farfalla e i fiori. Non posso essere ricco, va benissimo così! Ma io sono ricco, perché sono felice".

Purtroppo l'uomo vive a testa in giù.

                                                                 - Osho - 

http://www.vivizen.com/2012/11/la-felicita-il-bambino-e-luomo-che-vive.html 

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