lunedì 22 febbraio 2016

L'Evidenza Pubblica di una Menzogna

 
Una delle prove più sfacciate di come la NASA abbia mentito e menta tutt’ora sulle sue sbandierate quanto improbabili imprese astronautiche, è il destino dell’equipaggio dello Shuttle ‘Challenger’, disintegratosi poco dopo il decollo nel 1986. Ebbene, gran parte dei membri dell’equipaggio sono stati rintracciati ancora vivi e vegeti, svolgendo spesso incarichi di prestigio in istituti universitari statunitensi.
 
 
La longa manus dei servizi segreti è in grado di occultare persone, renderle irriconoscibili, inserirle in nuovi contesti, creando nuove identità di comodo. L’aspetto divertente della vicenda del ‘Challenger’ è che i superstiti non hanno cambiato neppure il loro nome, o lo hanno fatto in modo blando ed assai poco dissimulato.
 
ROLAND/CARL MAC NAIR
 
La sicumera dei depistatori è così sfacciata da non rendere necessario un particolare sforzo nel nascondere la verità. Tanto la grande maggioranza della popolazione/gregge si beve tutto ciò che i media di regime gli propongono, senza dubitare e senza farsi domande scomode.
 
 
Da Wikipedia:
‘Judith Arlene Resnik (Akron, 5 aprile 1949Cape Canaveral, 28 gennaio 1986) è stata un'astronauta statunitense. Nel 1970 ricevette un bachelor of science in ingegneria elettronica presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh in Pennsylvania. Nel 1977 conseguì il PhD all'Università del Maryland di College Park. Nel gennaio del 1978 fu selezionata come candidata astronauta dalla NASA e nell'agosto del 1979 completò l'addestramento. Volò con la missione STS-41-D del programma Space Shuttle nel 1984. Con questa missione, Resnik divenne la seconda donna astronauta americana dopo Sally Ride e la prima persona americana di religione ebraica a raggiungere lo spazio. Nel 1986 partì con la missione STS-51-L con il Challenger disintegratosi 73 secondi dopo il lancio. Judith Resnik oggi riposa nel International Forest of Friendship Memorial di Atchison, Kansas.’
 
Ebbene, ecco la superstite omonima:
 
 
LINK 1 - PIANETAX (VIDEO)
 
 

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