giovedì 29 giugno 2017

Non importa cosa credi che sia. Importa cosa è.

Lo Spirito Santo non è altro che lo spirito luciferico risuscitato ed ora assurto a più pura e maggior gloria, lo spirito della conoscenza autonoma, della conoscenza piena di saggezza…”.
Influssi luciferici, arimanici, asurici - Rudolf Steiner
Nella troppa libertà, ti ci puoi – persino – disperdere dentro. 
Quindi, la “libertà” può essere anche una strategia.
Certo. Ma (ma), senza un “mandante”, senza una parte che ne trae un beneficio, non riesci a spingerti oltre alla convenzione. 
Per cui, questo è un altro motivo per il quale la dominante ha deciso di rimanere nell'ombra, ossia, immanifest3 ma sempre compresente.
Di più; è d’uopo accorgerti che il “monopolio Dominio (dominante)” può anche essere decodificato come una forma di:
incarnazione (di una parte, nell'altra. Ovviamente, dello stesso “lignaggio” o portata, lungimiranza, ambizione, riflesso, etc.).
Questa, ulteriore, espansione del concetto di vertice (distaccato dal resto dell’edificio = compresente ma immanifest3) è interessante sotto a molti aspetti, il primo dei quali è la capacità di attraversare – ugualmente – il Filtro di Semplificazione (sempre auto mantenuto in fase “on”). 
In un certo senso, “è come il fumo che si sprigiona dal bruciare e, per qualche motivo di disattenzione della platea osservante, ad un certo momento, è come se scomparisse dalla/alla vista…”:
è sempre "fisica".
Mischiandosi nell’aria, con l’aria, quella manifestazione si rende immanifesta, pur esistendo ancora
Un fenomeno naturale? Sì.
Per quanto la "natura" abbia una origine che, ti dicono, derivi dall'opera della “creazione”, ergo:
una natura artificiale (intesa, sognata, desiderata, programmata, forgiata, etc.).
La figura di Dio ti sembra spiegare tutt3?
E, quindi, puoi ritenere con totale soddisfazione che “l’anello sia chiuso”? No. A meno che tu non sia “auto possedut3” da detta verità (di s-comoda parte).
Ciò che accade in un determinato momento, si mostra già prima nei suoi effetti, è già presente prima nei suoi effetti”.
Influssi luciferici, arimanici, asurici - Rudolf Steiner
Questa è una verità cardinale
Per comprenderla, anche se parzialmente, immagina la conclusione di una guerra (quel che accade in un determinato momento…”). Ebbene, quella conclusione “si mostra già prima nei suoi effetti, è già presente prima nei suoi effetti…”, nel senso che:
è negli effetti della guerra stessa (l’esistenza della guerra, in corso. Il motivo per il quale combatti contro altri esseri umani)
anche la “fine” della guerra.
Certo.
Poiché, chiunque ambisce a vederla finire, ovvio, ognuno sognando la propria vittoria, al fine di 1) trarne un vantaggio (i vari livelli di potere che, via via, l’hanno intesa, organizzata, combattuta, etc.) e 2) poter ritornare ad un più quieto vivere (i vari livelli conseguenti)…

  
La Massa, nella sua sezione più ordinaria ed umile (la gran parte di essa), è la materia da impasto che viene sempre predisposta al fine di generare l’evento finale, nella sua accezione “desiderata” non certo dalla Massa.
Infatti, la Massa che vive nell'ordinamento, ordinariamente, lamentando sempre miseria (non solo per la condizione economica ma, soprattutto, per quanto riguarda l’ambizione di una serenità futuribile per la propria prole), prima della guerra vive “qua, così”, durante la guerra continua a sopravvivere e dopo la guerra ristagna sempre nel “qua, così”.
Ciò che si trasforma, grazie all'applicazione della guerra, è quel potere che puoi solo intuire, allorquando ne cogli gli aspetti più materiali “tutt'attorno a te”:
nella fattispecie, sottodominante (in ogni e qualsiasi variante).
Può essere, persino, anche il solo livello incarnato dall'industriale che si è arricchito, durante la guerra, fabbricando cerotti, bende, garze sterili, etc. Ok?
Quella è una sottodominante.
E rappresenta (“incarna” a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso) proprio il potere, da cui discende la sua opera di clonazione ad “immagine e somiglianza” del tutto inconscia, ossia, automatica (come un riflesso).
Non so se ho solo perso tutto, o se qualcosa mi impedisce di ricordare, bloccando la verità…”.
Outcast
La Massa non ha mai (mai) “qua, così” la capacità di “riunire i puntini”. 
Questo poiché “le è impedito”.
Non è previsto, dalla dominante, per la Massa.
Ma (ma) la dominante non è ciò che credi nell'"Essere Dio".
Per cui, la dominante, non essendo Dio (e Dio essendo un simbolo)… non può ambire ad ingabbiare in tutt3 e per tutt3 ciò che “già” sei, anche se nel “qua, così” il “qua, così”.
Come un cielo perennemente nuvoloso (coperto), in grado di nascondere la compresenza del Sole Oltre Orizzonte.
Allora, il tuo "Filo di Arianna" è la memoria frattale espansa (come dovresti, ormai, già sapere).

  
Cosa (chicredi che siano gli “Dei”?
"Oggi", ti sei abituat3 a credere a Dio, essendo un simile concetto divenuto “monoteistico” in gran parte del globo.
Cioè, si è già combattuta una guerra tra…, ed una sola parte “non sembra avere vinto”:
Dio.
Dunque, se non credi negli Dei, credi in Dio. Ma (ma), allora, puoi riuscire ad immaginare – di converso – “chi fossero gli Dei”.
Se (sehanno combattuto una o più guerre, dovresti rivedere il “tuo” concetto di divinità, dal momento in cui… “Dio (che ha vinto) lo scambi sempre per una entità ‘buona’”.
No?
Bè, con ogni probabilità, sei di fronte ad un evento che ha incoronato la parte vincitrice di un conflitto
Così come nella storia (deviata), ti viene fatto ricordare e celebrare, ad esempio, Giulio Cesare, Napoleone, Carlo Magno, etc.
Persone che hanno affondato la “loro” spada, nelle vite di una moltitudine di simili, lasciati a sopravvivere nella “fossa” del reale manifesto “qua, così”.
Un genocidio senza fine, adombrato solamente dal fatto che “le persone continuano a nascere, nonostante tutto”
Ed, accendendosi - il dibattito – su che cosa sia un/il genocidio e se ciò che succede “ora” nel tal posto sulla Terra è, tecnicamente, considerabile un genocidio… le “cose”, comunque, si auto avverano “già anticipate, prima del tempo, dagli effetti di ciò che avviene dopo (momento)”.
Asura (devanāgarī… è un termine del sanscrito vedico che indica, nel Vedismo, una classe particolare degli Dèi...
Link 
Una classe particolare degli Dei…”: 
degli “Dei”.
Ci pensi
Gli Asura sono, molto spesso, “dipinti” come dei demoni. Quindi, per trasposizione di significato, questa “classe particolare degli Dei… è demoniaca”.
Alias:
tra gli Dei, esistono anche compresenze di questo tipo.
Ma (ma) come puoi concepire una simile “classe”, in qualcosa che – in via teorica e dogmatica – ti sei abituat3 a considerare come “superiore a te”?
È come auto inflazionare il tuo “campo scenico, potenziale”.
È come una infiltrazione di qualcosa, in qualcosa (te).
Comprendi? Ricordi?
È questa la “via meno rumorosa”, quella che dà meno “nell'occhio” e che, dunque, passa sempre completamente “indisturbata”:
come quella compresenza immanifesta, dominante
che
esiste, ma non c’è
oppure
c’è, ma non esiste.

  
Scolasticamente, religiosamente, socialmente, politicamente, filosoficamente, matematicamente, etc. sei come “auto possedut3 ‘qua così’”. 
In maniera molto (molto) sottile, alias, intelligente, sagace, maliziosa, in-diretta, seducente, alienante, etc. a quell'abilità del “togliere la tovaglia, dalla tavola già completamente imbandita, senza smuovere minimamente nessun oggetto predisposto”.
Così, lo sfondo viene cambiato senza che te ne accorgi e che “registri” nulla di strano, alias, in grado di “farti drizzare le antenne”. 
E… “senza passare dal via, senza ritirare le ventimila Lire”, ti ritrovi ancora (sempre) in/nel giogo, senza alcuna possibilità apparente di opporti o, meglio, decidere liberamente – in alternativa sostanziale (con tutte le carte scoperte) – per te, da te, in te.

  
In un'accezione piuttosto tarda il termine Asura viene indicato come "A-sura" ovvero privo di divinità e opposto ad essa
Il termine Asura possiede nell'avestico Ahura il suo corrispettivo… Ma lo sviluppo nella cultura iranica risulterà opposto:
saranno i Daēva ad acquisire le caratteristiche demoniache mentre gli Ahura manterranno i loro connotati solari.
In questa opposizione Raffaele Pettazzoni ricorda, nel 1920, l'ipotesi interpretativa da lui considerata "estrema" dell'orientalista tedesco del XIX secolo Martin Haug (1827-1876) il quale ha ritenuto di scorgere una scissione iniziale tra clan indoari sfociata in culti diversi che avrebbero poi determinato la nascita dello zoroastrismo.
Difatti Ahura Mazdā è il dio unico dello zoroastrismo, e, secondo questa ipotesi, per infondere una connotazione negativa gli hindu in una fase successiva hanno chiamato Asura le divinità demoniache e negative
Link 
Nota bene. Aguzza la “vista”. Riunisci i puntini. Note le differenze…
"A-sura" ovvero privo di divinità (“una classe particolare degli Dei”, senza alcuna “deità”, alias, dei simboli, inerenti al “è già successo” e/o “a quello che deve ancora succedere, ma che è già compresente a livello di effetti ante cedenti il 'è già successo'”. Qualcosa che, in ogni “caso”, a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso, non cambia di una virgola la quintessenza del “è già successo ‘qua così’”. Qualcosa che puoi “auto condire” come meglio credi ma che, tant'è).

  
Questioni di potere, tra umani (con una parte, umana, già ascesa al “trono dematerializzato”, in quanto  massima garanzia di perpetuazione del potere familiare, senza per/con questo far battere ciglio alla Massa, asservita inconsciamente).
una scissione iniziale tra clan indoari sfociata in…
per infondere una connotazione negativa gli hindu in una fase successiva hanno…
Azioni ben precise (fatti), che sono stat3 “registrat3” nei simboli comuni (divinità, Dio, etc.), in quanto caratteristica ambientale infrastrutturale di memoria frattale espansa (informazione che non viene mai persa).
Gli asura nell'antroposofia steineriana.
Il filosofo ed esoterista Rudolf Steiner, indica, nell'elaborazione delle sue dottrine, con il nome di asura quell'antica forza demoniaca risalente ad epoche primordiali, distinta da quella più recente di Lucifero, e da quella di Arimane (o Satana)…
Si tratterebbe di entità in grado di sviluppare il male “con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell'epoca atlantica, o degli spiriti luciferici nell'epoca lemurica”.
Secondo Steiner, il loro influsso sull'umanità, che finora non si è ancora esplicato, comincerebbe già nella nostra epoca a far sentire i suoi primi effetti, che consistono in un ottenebramento della coscienza dell'Io, inducendo l'uomo a credere di essere soltanto il risultato di eventi fisici o puramente materiali, e soprattutto a vivere come se egli lo fosse:
"L'uomo non saprà nulla e non vorrà saper più nulla di un mondo spirituale. Non si limiterà ad insegnare che le più alte idee morali umane sono soltanto sviluppi superiori degli impulsi animali; non si limiterà ad insegnare che il pensiero umano è soltanto una trasformazione di ciò che anche l'animale possiede; non si limiterà ad insegnare che l'uomo è affine all'animale in ciò che concerne la sua figura e che anche tutta la sua entità discende dall'animale; bensì prenderà questa concezione sul serio e vivrà conforme ad essa:
... gli uomini vivranno anche come animali e si sprofonderanno negli istinti e nelle passioni puramente animali.
E in molte cose che qui non è il caso di descrivere, in molte delle selvagge orge di vana sensualità che oggi soprattutto nelle grandi città vanno affermandosi, noi già vediamo risplendere i grotteschi inferni di quegli spiriti che designiamo come asurici...".
Influssi luciferici, arimanici, asurici - Rudolf Steiner
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Effetti, che consistono in un ottenebramento della coscienza dell'Io, inducendo l'uomo a credere di essere soltanto il risultato di eventi fisici o puramente materiali, e soprattutto a vivere come se egli lo fosse (una parte e la sua relativa, assoluta, recitazione con incarnazione).
Un incanto. Una maledizione. Un artificio. Un intento.
La compresenza immanifesta dominante “qua, così” è, praticamente, raffigurata ovunque, comunque e quantunque, nonostante questo riflesso non sia gradito ma, di più, essendo completamente funzionale, ossia, inalterabile se non attraverso l’alterazione del “tuo” stato, appunto, auto confinandoti “qua, così” nel “qua, così” e non ricevendo più alcuna informazione ambientale o, meglio, avendo dimenticato come decodificare secondo quella portata originale che, ad esempio, la “formula” ti rammenta in quanto “raccolta di valori” per l’atteggiamento universale “giust3 ad angolo giro”
Gli umani hanno un così disperato bisogno di esprimere la propria individualità. Hanno bisogno di separarsi l’uno dall'altro. È così poco lungimirante”.
Outcast
Appunto: 
nella troppa libertà, ti ci perdi dentro, smarrendoti.

  
E, nella “foresta”, senza senso di orientamento (memoria) che cosa ti succede
“Chi” trovi lungo il “tuo” cammino?
C’è una schiera di personalità che incroci. Ad esempio:
il “lupo cattivo”
il “gatto e la volpe”
“la strega maligna”…
Non solo, ovviamente. Ma (ma) chi attirerai di più, se (se) sempre “qua, così”?
In seguito all'onda lunga della “scoperta scientifica”, relativa al fatto che sviluppi tumori per “caso (in una certa percentuale sul totale)”… se il tumore è per - in questa grande percentuale - dovuto alla “sfortuna” e non dovuto  - in larga parte - allo stile di vita… allora, come si spiega che, anno dopo anno (a partire, anche solo, a contare dalla fine dell’ultimo grande conflitto mondiale), il numero dei morti per questa malattia è aumentato a dismisura?
Forse, significa che la gente è “solamente” più sfortunata?
È una ottima “chiave di lettura”.
Il "caso" si diverte - sempre di più - a bersagliare gli esseri umani (e, bada bene, il "caso" è un simbolo che riflette "chi"? La ragione fondamentale "qua, così").
Vero? Nonché “un rigore calciato a porta vuota…”.
Questa “sfortuna” è un effetto.
Qualcosa che si manifesta (viene registrat3) anche a livello di “fato (deviazione)”.
Anche a livello di stato convenzionale (non importa se esistente o meno, ma – comunque – abile in termini di discussione sociale, dibattito, diatriba, etc.).
La “sfortuna” è un chiaro di Luna. Un "capriccio"? Una sfumatura? Non solo... Ha sempre un senso.
E non "a caso", benintesi.
Né è un effetto transitorio, di breve durata o di effimera fugacità.
Visto che il termine “esiste (socialmente)”, allora, il termine è utilizzato (anche) per
Questo, equivale all'invadere le terre del “nuovo mondo”, approfittandosi della situazione di “forza maggiore”, riscrivendo la storia di quei luoghi “già abitati”…

  
Il “registro delle proprietà (l’albo unico ed ufficiale, di riferimento sociale)”, una codifica che probabilmente si associa alla mania organizzativa propria dell’Impero Romano, va a cancellare l’intera sovrastruttura della “vicenda umana, precedente”
Le parti, suddivise, recitano in maniera appropriata alla trama, che va in onda. Vincitori e vinti, si alternano… anche se (nonostante) qualcosa (qualcun3) non sembra, all'opposto, nemmeno essere pres3 in considerazione:
la parte che “gode” da/di tutto questo “qua, così”.

  
La democrazia è un’imbrigliatura, in-diretta, della Massa.
Socialismo e Comunismo (la "rivoluzione" non solo francese) “intuiscono (riflettono)” il potenziale assopito (differito) della Massa.
La tirannia applica violenza diretta sulla Massa (ergo: la tirannia è la forma di “governo” più… “sincera”, poiché non si nasconde dietro al falso mito dell’evoluzione umana, scientificamente deviata e storicamente riportata).
Fai attenzione:
la torta planetaria, la dominante non la divide con niente e nessun3…
S.P.Q.R. (Senatus Populus Que Romanus - Il Senato e il popolo romano)…
Link 
il Senato
e (questa “congiunzione”, introduce una compresenza che il "Senato" si limita solo a “ricordare”, facendo la differenza)
il popolo romano…
È, ancora una volta, il camminare sperdutamente (non ritenendolo affatto) nella “foresta”, questa volta, alle prese con l’evoluzione intelligente (ed egoica) del “lupo cattivo”, che 1) diventa la “nonna” e 2) ti entra dentro, attraverso proprio i tuoi valori più cari.
Che cosa “è” questo riflesso? Piuttosto:
“chi” è.
Cambia l’orizzonte di riferimento assoluto:
espandilo by la “formula”.
Che cosa significa (non chiedertelo: ponilo alla tua “base”)...

Pur non essendo il più vasto impero mai esistito, spettando tale primato innanzitutto, per grandezza in km², all'Impero Britannico e per continuità territoriale all'Impero Mongolo, quello di Roma è considerato il più grande per gestione e qualità del territorio, organizzazione socio-politica, e per l'importante segno lasciato nella storia dell'umanità.
In tutti i territori sui quali estesero i propri confini i romani costruirono città, strade, ponti, acquedotti, fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo assimilando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli ancora dopo la fine dell'impero queste genti continuarono a definirsi romane.
La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta e diffusasi in epoca repubblicana ed infine sviluppatasi pienamente in età imperiale, è alla base della civiltà occidentale
Link 
è alla base della civiltà occidentale…
esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo assimilando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli ancora dopo la fine dell'impero queste genti continuarono a definirsi romane (“ora” è, di nuovo, successo – ad esempio – attraverso l’auto imposizione by Usa).
Le cause della crisi e della caduta dell'Impero furono sia interne che esterne...
Le cause interne furono varie:
l'anarchia militare e i conflitti interni tra i vari pretendenti al trono nel III e nel IV secolo, che distrussero l'unità imperiale; la crisi economica, con l'inflazione e la pressione fiscale (dovuta alla crescente spesa pubblica per mantenere l'esercito e la burocrazia imperiali) che salirono a livelli molto alti ed i commerci che diminuirono sempre di più, indebolendo notevolmente la struttura economico-produttiva ed accentuando la disuguaglianza sociale nei territori dell'impero;
lo stato di abbandono e spopolamento di città e campagne, che costrinse inoltre molti imperatori ad apporre leggi che anticipavano il Medioevo (come l'obbligatorietà dei cittadini a svolgere il mestiere dei loro padri);
la perdita del carattere romano che secoli prima aveva formato soldati disciplinati e induriti da mille battaglie, capaci di conquistare tutta l'area mediterranea, ma chedurante il periodo imperiale era progressivamente svanito, al punto che gli stessi comandanti delle legioni preferivano arruolare i loro soldati nelle province o fra i barbari (indifferenti alla tradizione dell'unità dell'Impero) piuttosto che fra le genti italiche…
Secondo lo storico Heather, "per via della sua illimitata aggressività, l'Impero romano fu in ultima analisi la causa della propria distruzione" proprio perché i Barbari per difendersi dai Romani si adattarono diventando più forti dei Romani stessi…
Dando per vera la data tradizionale della fondazione di Roma, lo Stato romano durò dal 753 a.C. al 1475, anno in cui cadde il Principato di Teodoro (ultimo frammento dell'Impero bizantino che sfuggì alla conquista Ottomana nel 1453), per un totale di 2.206 anni….
Link 
Cause interne della “caduta” dell’Impero Romano:
la crisi economica, con l'inflazione e la pressione fiscale (un metodo estremamente rodato, sopra a tutto, se la strategia è condotta sempre dallo stesso tipo di potere dominante. Quindi, una causa solo apparentemente interna, ma - nella sostanza - procurata wireless, in leva, non localmente, ubiquamente, etc.)
i Barbari... per difendersi dai Romani si adattarono diventando più forti dei Romani stessi (doveva succedere, dal momento in cui, è solo la dominante ad auto dividersi – interamente – la “torta ‘qua così’”).
Il difficile verrebbe dopo. Le conseguenze. È quella la chiave. Quello che seguirà.Avrebbero l’opportunità di resettare, di ricostruire il database. Non glielo permetteremo. Allettante è credere di avere finito. Ma è allora che dovremo insistere ancora. La loro credibilità dovrà essere completamente distrutta. Per farli fuori una volta per tutte. Solo così potrà funzionare”.
Mr. Robot
Allettante è credere di avere finito. Ma è allora che dovremo insistere ancora. La loro credibilità dovrà essere completamente distrutta. Per farli fuori una volta per tutte. Solo così potrà funzionare (vero, ma, non è a livello di “scontro” che deve essere intesa questa espressione/citazione. Il “farli fuori” viene dopo al “una volta per tutte”, il che significa che dev3 “cambiare e non trasformare”. La trasformazione è apparente: si cambia pelle, non “vizio”.
È sempre ed ancora il “lupo (nel significato simbolico sostanziale frattale espanso, con buona pace dell’essere vivente, animale) cattivo, nella foresta incantata e/con te, smarrit3 dentro”…

AEIOU (un acronimo utilizzato dai sovrani della Casa d'Asburgo):
Alles Erdreich Ist Österreich Untertan” = "L'intero mondo è soggetto all'Austria"…
Austria Erit Imperio Orbata Undique” = “Da ogni parte l'Austria sarà privata del suo impero”…
Link 
A livello di simbolismo sostanziale frattale espanso (coincidente sempre con la massima “compresenza immanifesta”, dominante):
Dopo il G20 anche il Fondo Monetario Internazionale è costretto a tenere conto della nuova impostazione anti-globalizzazione degli Stati Uniti dopo l'avvento di Donald Trump alla Casa Bianca.
Nel comunicato finale del International Monetary and Financial Committee (Imfc), l'organo più rappresentativo dell'istituzione di Washington, è stata cancellata la parola "protezionismo", alla stessa stregua di quanto era successo al vertice G20 di Baden Baden.
Una vittoria annunciata per Steven Mnuchin, segretario al Tesoro Usa e propugnatore del “nuovo corso” delle istituzioni internazionali.
"La parola protezionismo è ambigua…".
Augustin Carstens (presidente dell'Imfc, l'organo politico del Fmi)
Il comunicato si accontenta ormai semplicemente di mettere in guardia contro le misure di ripiegamento economico.
Un cambiamento significativo se pensiamo che, ancora a ottobre scorso, l'Imfc aveva affermato ancora una volta esplicitamente che il "protezionismo" costituiva una minaccia per la crescita globale
Va ricordato che al Fmi gli Stati Uniti, primo azionista dell'istituzione, detengono un diritto sostanziale di veto
Link 
"L'intero mondo è soggetto all'Austria"
e
Da ogni parte l'Austria sarà privata del suo impero”...
non designano, questi "motti", per forza di cose, due verità diametrali, ma (ma) di più
una sola compresenza, dominante, che... da manifesta diventa immanifesta(evoluzione della strategia).
Ovvio, non è l’Austria, la dominante. 
Così come non lo sono gli Usa.
E così come l’evoluzione, appena sopra descritta, è relativa alla sottodominanteche ambisce (ad “immagine e somiglianza”) ad emulare, inconsciamente, ciò che “è già successo”, con risultati – tuttavia – “decadenti”.
Infatti, l’impero Asburgico/Austrico è, di fatto, già tramontato.
Non c’è alcuna contraddizione. 
Al limite, se proprio credi, c’è del paradosso, comunque, sempre sensato, ossia, riflesso della componente dominante, a giurisdizione – ormai – planetaria.
Nota, ancora, “bene”:
dopo il G20 anche il Fondo Monetario Internazionale è costretto a tenere conto della nuova impostazione anti-globalizzazione degli Stati Uniti dopo l'avvento di Donald Trump alla Casa Bianca (fatto)
nel comunicato finale del International Monetary and Financial Committee (Imfc), l'organo più rappresentativo dell'istituzione di Washington, è stata cancellata la parola "protezionismo" (fatto, che non cancella la “nuova impostazione anti-globalizzazione degli Stati Uniti dopo l'avvento di Donald Trump alla Casa Bianca”. Il fatto nel fatto, prioritariamente)
la parola protezionismo è ambigua (per questo, strategicamente, “scompare” anche se non nella sostanza dei fatti)
il comunicato si accontenta ormai semplicemente di mettere in guardia contro lemisure di ripiegamento economico. Un cambiamento significativo se pensiamo che(no. Nessun “cambiamento”. Tanto meno “significativo”)
va ricordato che al Fmi gli Stati Uniti, primo azionista dell'istituzione, detengono un diritto sostanziale di veto (fatto, del fatto, nel fatto = sostanza reale manifesta “qua, così”).
Di “chi”… fanno le veci, i fatti se (se) sempre “qua, così”?
Domanda retorica. Lo sai, ormai, anche se non lo ricordi ancora.
Prendine atto. È sempre meglio che sopravvivere nella paura…
Non importa cosa credi che sia. Importa cosa è (fatto)”.
“Fai…”.
  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2052

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